L. Sabbarese

Extracto de Girovaghi, migranti, forestieri e naviganti nella legislazione ecclesiastica, Roma 2006, p. 93.

 

(…)

I principi direttivi di riforma del CIC/83, accanto al principio di organizzazione territoriale, hanno posto anche quello personale per la costituzione sia di Chiese particolari sia di parrocchie o altre strutture similim che si opssono costituire a motivo del rito dei fedeli, della lingua, della nazionalità o di altri criteri.

    Si consideri che già il Concilio Lateranense IV, nel 1215, aveva indicato la necessità di costituire pastori per i diversi rito o lingue dei fedeli, ma aveva precisato anche che unico doveva essere il Vescovo nel territorio, per non correre il pericolo di crear un monstrum con due teste, sullo stesso territorio (3).

    Per quanto rigurada la soluzione pastorale della cura dei migranti, il Vat. II propose la creazione di prelature personali, di cui al cann. 294-297 del CIC. Di tali prelature aveva parlato il Concilio (4); il m.p. Ecclesiae Sanctae 4 aveva ripreso il discorso, che era entrato pure nella istruzione Nemo est (5).

    Anche l’istruzione Erga migrantes ne accenna, quando, al n. 24, presentando l’istituzione di altre strutture specifiche per la pastorale dei migranti rimanda espressamente al can. 294 del CIC (6), che recita: “Al fine di promuovere un’adeguata distribuzione dei presbiteri o di attuare speciali opere pastorali o missionarie per le diverse regioni o pcr le diverse categorie sociali, la Sede Apostolica può erigere prelature personali formate da presbiteri e da diaconi del clero secolare, udite le conferenze dei Vescovi interessate”.

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(3) “Prohibemus autem omnino, ne una eademque civitas sive dioecesis diversos pontifices habeat, tamquam unum corpus diversa capita, quasi monstrum. Sed si propter predictas causas urgens necessitas postulaverit, pontifex loci catholicum praesulem nationibus illis conformem provida deliberatione constituat sibi vicarium in praedictis, qui ei per omnia sit obediens et subiectus”: in Corpus Iuris Canonici, Editio lipsiensis secunda post Aemilius Ludovici Richter curas ad librorum manu scriptorum et editionis romanae fidem recognovit et adnotatione critica instruxit Aemilius Friedberg, Pars secunda, Decretalium Collectiones, Lipsiae 1881 (ristampa: Graz 1959). Col. 192 (Friedberg II, 192).

(4) PO 10; AG 20, note 4, 27-28.

(5) SACRA CONGREGATIO PRO EPISCOPIS, Instructio Nemo est, de pastorali migratorum cura, 22 augusti 1969, art. 16 § 3, in EV 3/1518.

(6) PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, Istruzione Erga migrantes caritas Christi, 22, nota 23.